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	<title>cardiopatie Archivi -</title>
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	<description>Dieta per dimagrimento, dieta ricostituente, dieta in supporto a patologie, educazione alimentare e consigli su ricette dietetiche per star meglio con l&#039;alimentazione e la spesa di tutti i giorni.</description>
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		<title>Protocollo C3.6, fondamentale il controllo di Zucchero e glicemia</title>
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		<pubDate>Wed, 06 May 2020 15:16:31 +0000</pubDate>
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<p>Uno dei pilastri fondamentali su cui basa il <strong>ProtocolloC3.6</strong><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> è il mantenere i livelli di glicemia nel sangue nei parametri ottimali. </p>



<p>Questo perchè sappiamo che continue fluttuazioni di glicemia ed insulina, creano una serie di danni che nel lungo termine posso dar origine a:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>difficile controllo del peso</li><li>sovrappeso e obesità</li><li>insulinoresistenza (bassa sensibilità cellulare all&#8217;azione dell&#8217;insulina) portando al diabete di tipo 2</li><li>malattie cardiovascolari e molto altro.</li></ul>



<figure class="wp-block-image size-large responsive"><img decoding="async" src="https://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2020/04/Sindrome_metabolica1-1.jpg" alt="" class="wp-image-85421"/></figure>



<p>Sappiamo che il cervello utilizza, come carburante, unicamente i carboidrati cioè il glucosio in circolo, quindi se i livelli si abbassano troppo il nostro cervello andrà in tilt con un deficit di funzionalità !</p>



<p>Il nostro organismo lavora bene se i livelli di glicemia si aggirano intorno al 70. Se si scende sotto questa soglia ci sentiremo :</p>



<ul class="wp-block-list"><li>stanchi e apatici</li><li>con mancanza di forze</li><li>affaticati</li><li>carenza di energie</li></ul>



<h2 class="wp-block-heading">Un po di storia dello zucchero</h2>



<figure class="wp-block-image size-large responsive"><img decoding="async" src="https://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2020/04/zucchero3.jpg" alt="" class="wp-image-85423"/></figure>



<p>Lo zucchero, già nella storia dell&#8217;umanità, non è mai stato un alimento dell&#8217;uomo, anzi è nato macchiato di sangue.</p>



<p>Pensate che la canna da zucchero ha origine in Nuova Guinea, isola dell&#8217;Oceano Pacifico. </p>



<p>Francesi e spagnoli che si impossessarono di questi territori, si accorsero che il business di questo prodotto cresceva, ma con lo sterminio degli indigeni, non avevano mano d&#8217;opera per produrlo. </p>



<p>Vennero, così, importati schiavi dall&#8217;Africa !</p>



<p>Sappiamo che lo zucchero, era una delle spezie che veniva importato dall&#8217;oriente con le carovane di Marco Polo.</p>



<p>Pensate che Napoleone quando scoprì che si poteva ottenere lo zucchero anche dalla barbabietola, promosse lo sviluppo dei primi zuccherifici.</p>



<p>Tutto questo a cosa ha portato? Che abbiamo raggiunto un consumo spropositato!</p>



<p>All&#8217;inizio del secolo scorso il consumo di zucchero si aggirava intorno ai 5 kg, attualmente con la scusa che lo zucchero viene aggiunto alla gran parte dei nostri prodotti alimentari, il consumo che raggiungiamo annualmente si aggira intorno ai 70 / 80 Kg. </p>



<p>Ricordiamoci che lo zucchero viene utilizzato in modo così massiccio perchè ha la magnifica proprietà di rende buoni anche i cibi più riluttanti .</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dal punto di vista fisiologico</h2>



<p>Dal punto di vista fisiologico è un alimento che a livello organico oltre a creare dipendenza, crea scompensi legati alla glicemia e all&#8217;insulina. </p>



<p>Ogni qualvolta noi mangiamo un alimento che contiene zucchero, avremo degli effetti a carico del nostro corpo riguardanti le fluttuazioni del glucosio nel sangue e di conseguenza le fluttuazioni dell&#8217;insulina nel sangue.</p>



<p>Perchè noi sappiamo che ogni volta che la glicemia (concentrazioni di zucchero nel sangue) si innalza, il pancreas rilascia insulina e quindi anche l&#8217; insulinemia si alza per favorire l&#8217;assorbimento del glucosio nelle cellule togliendolo poi dalla circolazione. </p>



<p>Vediamo insieme di cosa si tratta quando parliamo di Insulina,  l&#8217;Indice glicemico ed il Carico glicemico</p>



<div class="wp-block-image responsive"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="900" height="370" src="https://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2020/04/Indice_Glicemico4-1.jpg" alt="" class="wp-image-85426" srcset="https://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2020/04/Indice_Glicemico4-1.jpg 900w, https://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2020/04/Indice_Glicemico4-1-300x123.jpg 300w, https://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2020/04/Indice_Glicemico4-1-768x316.jpg 768w, https://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2020/04/Indice_Glicemico4-1-250x103.jpg 250w" sizes="(max-width:767px) 480px, (max-width:900px) 100vw, 900px" /></figure></div>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;insulina</h2>



<p>L&#8217;insulina è un ormone secreto dal Pancreas durante i pasti, che ha il compito di abbassare la quantità di glucosio che circola nel sangue .</p>



<p>Le cellule traggono energia dalla combustione del glucosio e l&#8217;insulina ha il compito di favorire l&#8217;ingresso del glucosio attraverso la membrana delle cellule, come una chiave apre o chiude una porta.</p>



<p>Ma l&#8217;ingresso del glucosio è dipeso, anche, da altri fattori, come ad esempio la concentrazione di adipe attorno o all&#8217;interno degli organi che si trovano a livello addominale.</p>



<p>Se ad esempio abbiamo un fegato steatosio, ovvero ricoperto di grasso, che riceve sangue ricco di grassi, avendo già molti grassi da bruciare, chiude le porte al glucosio originando così la resistenza insulinica .</p>



<p>La resistenza insulinica è quando le cellule diventano meno sensibili all&#8217;insulina, e il pancreas per sopperire a questa insensibilità tende a produrre più ormone insulina credando così l&#8217;Iperinsulinemia. </p>



<p>Cosa può portare l&#8217;insulinoresistenza?</p>



<ul class="wp-block-list"><li>ovaio micropolicistico</li><li>acne post-adolescenza</li><li>astenia</li><li>fame compulsiva</li><li>depressione</li><li>aumento di peso</li><li>incremento massa grassa viscerale (a livello addominale)</li></ul>



<h2 class="wp-block-heading">Indice glicemico</h2>



<p>Indice glicemico o Glycemic index (GI) di un alimento è la misura della velocità con cui gli zuccheri contenuti in un alimento passano nel sangue  in seguito alla sua assunzione.</p>



<p>Ma non da nessuna informazione sulla quantità di questi zuccheri contenuti nell&#8217;alimento.</p>



<p>Si ottiene monitorando la glicemia dal momento dell&#8217;ingestione a due ore dopo il pasto. </p>



<p>Questo parametro è espresso in percentuale e ha come riferimento la velocità con cui i carboidrati contenuti in un alimento alzano la glicemia dopo l&#8217; ingestione. </p>



<p>L&#8217;indice glicemico degli alimenti varia in base a :</p>



<ul class="wp-block-list"><li>tipo di cottura</li><li>trattamenti tecnologici</li><li>metodo di preparazione</li><li>associazione fra i vari alimenti</li><li>luogo di origine </li><li>prodotti utilizzati per la coltivazione</li><li>terreno di coltivazione</li><li>clima o condizioni meteorologiche dove il prodotto è stato coltivato</li></ul>



<h2 class="wp-block-heading">Carico glicemico</h2>



<p>Il Carico glicemico (CG) o Glycemic load (GL), stabilisce l&#8217;impatto sulla glicemia tenendo conto dell&#8217;effettivo quantitativo di carboidrati ingerito.</p>



<p>Carico glicemico = (Indice glicemico x quantità di carboidrati) / 100</p>



<h2 class="wp-block-heading">Facciamo degli esempi</h2>



<h6 class="wp-block-heading">N°1 &#8211; Indi ce glicemico e Carico glicemico di zucca e zucchero</h6>



<p>Se guardiamo le tabelle riguardanti l&#8217;indice glicemico degli alimenti vedremmo che la <strong>zucca </strong>ha un valore molto alto di <strong>75</strong>, quasi pari allo <strong>zucchero </strong>che ne conta <strong>100</strong>. </p>



<p>Ma la differenza sta nel carico glicemico ovvero la quantità effettiva di carboidrati che si sta introducendo con il pasto.</p>



<p>Vediamo, infatti, che 100 gr di <strong>zucca </strong>contengono <strong>3.5 gr di carboidrati</strong> a differenza dello <strong>zucchero </strong>che su 100 gr di prodotto contiene <strong>100 gr di carboidrati. </strong></p>



<p>L&#8217; Indice glicemico considera i 100 gr di zucca e di zucchero, ma il <strong>Carico glicemico considera</strong>, invece, <strong>il contenuto di carboidrati (CHO)</strong> in 100 gr di prodotto (zucca 3.5 CHO- zucchero 100 CHO) va da sè che è meglio consumare 100 gr di zucca rispetto a 100 gr di zucchero. </p>



<p>Pensate che dovremmo consumare 3 kg di zucca per avere lo stesso carico glicemico di 100 gr di zucchero. </p>



<h6 class="wp-block-heading">N°2 &#8211; le patate</h6>



<p>Se una patata viene sgranocchiata cruda il suo indice glicemico è praticamente quasi zero perchè l’amido della patata cruda non è digeribile e quindi passa indisturbato nel tratto digerente.</p>



<p>Le cose iniziano a cambiare se parliamo di patate bollite e sbucciate, dove il loro indice glicemico inizia a salire.</p>



<p>Il motivo è che l’amido gelatinizza con il calore diventando digeribile, inoltre abbiamo tolto la buccia con le sue fibre.</p>



<p>La stessa nostra patata, se la consumiamo bollita e con la sua buccia avrà un indice glicemico più basso perchè le fibre contenute nella buccia rallenteranno i processi di digestione a carico dell’amido</p>



<p>Se, invece, la stessa patata verrà trasformata in purè, l’indice glicemico salirà alle stelle perchè l’amido diventerà ancora più digeribile da parte degli enzimi digestivi e verrà convertito più velocemente in glucosio</p>



<p>Ora la situazione cambia se la stessa patata cotta viene lasciata raffreddare per qualche ora e poi consumata, in questo modo l’amido inizia a retrogradare diventando meno digeribile e quindi l’indice glicemico si riduce.</p>



<h6 class="wp-block-heading">N°3 &#8211; il piatto NO</h6>



<p>Se le nostre patate o purè verranno abbinati ad una pasta, pizza, focaccia o un altro carboidrato, il tutto accompagnato da una bevanda zuccherina, tutto questo trasformerà il pasto in una bomba glicemica che ci farà schizzare alle stelle glicemia ed insulina.</p>



<h6 class="wp-block-heading">N°4 &#8211; il piatto SI</h6>



<p>Un piatto di patate o il purè se verranno accompagnate dalle verdure con la loro fibra e da un condimento ricco di grassi buoni come l&#8217;olio extravergine di oliva, rallenteranno l&#8217;assorbimento degli zuccheri di patate o purè, abbassando così il carico glicemico complessivo del pasto con grande gioia del nostro pancreas.</p>



<p>Proprio per complicare le cose gli studiosi hanno introdotto anche l&#8217;Indice insulinico ed il Carico insulinico, che vediamo solo brevemente. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Indice insulinico</h2>



<p>L&#8217;indice insulinico (Ii) o Insulin inex (Ii) è un valore che indica la produzione di insulina da parte del corpo come risposta ad ogni alimento ingerito, tenendo conto dei diversi tempi di assimilazione del cibo ingerito e della quantità di ormone secreto dal pancreas a parità di valore calorico. </p>



<p>L&#8217;ormone insulina secreto dal pancreas, viene liberato nel sangue in quantità variabile in base al tipo di nutrienti ingerito</p>



<h2 class="wp-block-heading">Carico insulinico</h2>



<p>Il Carico insulinico (CI) o Insulinic load (IL) stabilisce l&#8217;impatto sull&#8217; insulinemia di un cibo in base al suo indice insulinico e al suo valore calorico. </p>



<p>Come per il Carico glicemico, il Carico insulinico misura l&#8217;insulina secreta in seguito all&#8217;ingestione di una quantità specifica di cibo di cui è noto l&#8217;apporto calorico in base al suo Indice insulinico.</p>



<p>Carico insulinico = Indice insulinico x apporto calorico totale</p>



<h2 class="wp-block-heading">Note</h2>



<p>Teniamo presente alcuni fattori</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Consumare un pasto costituito da alcune tipologie di alimenti che si mescolano all&#8217;interno dello stomaco, porta a digerili e assorbirli insieme.</li></ul>



<p>Quello che conta è l&#8217;indice ed il carico glicemico dei singoli alimenti ma del pasto nel suo complesso</p>



<p>Studi evidenziano come l&#8217;assunzione di bevande acide (succo di limone e aceto, meglio se di mele e umeboshi) nei pasti ricchi di amidi, sembra essere una strategia semplice ed efficace per ridurre il loro&nbsp;impatto&nbsp;glicemico&nbsp;.</p>



<ul class="wp-block-list"><li>I dolci sappiamo benissimo essere una delle maggiori fonti di zucchero semplice che causano innalzamenti e picchi glicemici</li></ul>



<p>Questi sono la causa di acne, ovaio policistico, sindrome metabolica</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Sappiamo che per migliorare l&#8217;indice, carico glicemico e secrezione di insulina del pasto è indicato abbinare ai nostri carboidrati una parte di proteine e grassi</li></ul>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusioni</h2>



<p>In conclusione per rendere i nostri piatti sani ed equilibrati dal punto di vista glicemico sarà importante strutturare bene i pasti :</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Utilizzare dolci a basso tenore di zucchero, anzi, meno è meglio è ! </li></ul>



<p>E&#8217; facilissimo creare dolci senza zucchero che risulteranno un po meno dolci ma comunque molto buoni</p>



<p>Basta lavorare con l&#8217;utilizzo di frutta, frutta secca o creme di frutta secca, vaniglia, cacao, cannella, datteri, malti, uva sultanina, albicocche essiccate e molto altro</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Unire ai carboidrati piccole porzioni di proteine, grassi e fibre che aiuteranno a migliorare la qualità glicemica del pasto rendendolo così un piatto salutare e utile per le nostre esigenze. </li></ul>



<p>Il classico piatto di pasta, fagioli o legumi in generale e verdure, caposaldo della dieta mediterranea è l&#8217;esempio lampante di un piatto sano e a basso impatto glicemico. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Bibliografia</h2>



<ul class="wp-block-list"><li>Franco Berrino, Il Cibo dell’uomo, Franco Angeli, 2016</li><li>Anna Villarini, Buono e sano senza glutine, Sperling &amp; Kupfer, 2017</li><li><a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29480368">https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29480368</a></li><li><a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/32201919">https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/32201919</a></li><li>Risorse online <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.joslin.org/#" target="_blank"> joslin</a></li><li>Risorsa online <a href="https://www.spaziosfera.com/">Spazio Sfera</a></li></ul>
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		<title>Semi . . . questi sconosiuti</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Feb 2020 17:48:55 +0000</pubDate>
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<p>Mamma guarda ho preso un soffione..ti va se lo soffiano insieme? <br>Certo Miki &#8230; 1.. 2.. 3 e soffiamo&#8230;</p>



<p>Ok..ma mamma tu invece cos&#8217;hai in mano?<br>Ho in mano un tesoro prezioso<br>Un tesoro prezioso?? E mi dici cos&#8217;è?</p>



<p>È un mix di semi di girasole, zucca e pinoli  </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le loro proprietà nutrizionali</h2>



<ul class="wp-block-list"><li>contengono acido linoleico, sostanza ancor più potente degli omega 3  perché abbassa fortemente l&#8217;infiammazione, colesterolemia e previene cardiopatie e ipertensione. </li><li>Indicati in oncologia nell&#8217;alimentazione del paziente  oncologico seguendo le giuste indicazioni.</li><li>Ricchi di antiossidanti e acido folico (indicato in gravidanza), vitamine gruppo B e Vitamina E antiossidante che protegge i polmoni dallo stress ossidativo.</li><li>Ricchi anche in Ferro, zinco, potassio e fosforo, il contenuto di  selenio favorisce la prevenzione verso le problematiche tumorali, mentre  il contenuto di magnesio e rame li rende un alimento benefico per la  salute delle ossa quindi un alimento prezioso in presenza di osteoporosi.</li></ul>



<h2 class="wp-block-heading">Curiosità</h2>



<ul class="wp-block-list"><li>I  <strong>semi di girasole</strong> contengono magnesio che li rende un alimento dalle  proprietà calmanti poiché rilassano i nervi contrastando l’insorgenza  delle emicranie</li><li>I <strong>semi di zucca</strong> sono ricchi in triptofano, aminoacido precursore della serotonina che favorisce il sonno ed il buonumore. Per  una notte serena masticare qualche seme di zucca per cena o prima di  andare a dormire. Inoltre hanno la facoltà di alcalinizzare il Ph acido  dell&#8217;organismo quando si consumano cibi animali, dolci, zuccheri, farine  raffinate tipo 00 o cibo spazzatura.</li><li><strong>Pinoli </strong>sono semi commestibili  di alcune varietà di pino si trovano nelle scaglie legnose delle pigne.  Ricchi in Luteina antiossidante che favorisce la salute della vista. Inoltre  contengono l’acido Pinolenico, sostanza che agisce da motivatore (anche  se per pochi minuti)nei confronti degli ormoni che agiscono sugli  stimoli della fame. I residui resinosi che contiene lo rende utile nelle vie respiratorie. </li></ul>
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		<title>Batata &#8211; la patata a basso indice glicemico</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Oct 2018 07:00:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Partiamo con il dire che il titolo non ha un errore di battitura, ma oggi non parleremo delle classiche patate ma di una patata particolare &#8230;particolare<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Partiamo con il dire che il titolo non ha un errore di battitura, ma oggi non parleremo delle classiche patate ma di una patata particolare &#8230;particolare come il suo nome .<strong> La Batata.</strong></p>
<p><img decoding="async" class="responsive alignleft wp-image-5554 size-full" src="http://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2018/10/Batata4.jpg" alt="Batata4" width="700" height="350" /></p>
<h2>La Batata &#8211; il tubero salutare</h2>
<p>Il nome botanico di questo tubero è Ipomea Batata.</p>
<p>E&#8217; una pianta erbacea che appartiene alla famiglia delle solanacee e non è da confondere con la patata rossa perché in realtà il tubero in questione è arancione sia di buccia che di polpa.</p>
<p>Le prime coltivazioni risalgono a 5000 anni fa, mentre in Europa arriva con la scoperta dell&#8217;America grazie a Cristoforo Colombo.</p>
<p>Pensate che grazie alla concentrazioni di principi nutritivi presenti sia nella polpa ma anche nella buccia, l<strong>&#8216;Associazione statunitense CSPI </strong> ( Center for Science in the Public Interest) dichiara che questo tubero è il primo di dieci vegetali più salutari al mondo.</p>
<p>Versatile in cucina la si può utilizzare in preparazioni dolci o salate, nonostante il suo caratteristico sapore dolce che ricorda la zucca.</p>
<p>Una curiosità, si può consumare anche cruda e con la buccia (previa pulizia),</p>
<p>E&#8217; da conservare in luoghi ben asciutti, freschi e bui.</p>
<p>Il periodo migliore per trovare questo tubero è da Ottobre a Marzo, la potete acquistare al super o nei super, ma se trovate difficoltà a reperirla (difficile), potete acquistarla online.</p>
<h2>La Batata &#8211; proprietà nutrizionali</h2>
<p>Il colore arancione di questo tubero è dato  dalla presenza di <strong>antociani</strong> e <strong>flavonoidi</strong> che la rendono un tubero dalle spiccate qualità <strong>antiossidanti</strong> e anti-aging. Ovvero sostanze che aiutano a prevenire e/o combattere il precoce invecchiamento cutaneo ed organico .</p>
<p>Sostanze che aiutano anche nella prevenzione di cardiopatie e Tumori</p>
<p>Interessante sapere che nella buccia troviamo il <strong>Cajapo</strong>, sostanza che aiuta a migliorare il Colesterolo LDL e la glicemia, infatti questo tubero è l&#8217;unico a basso impatto e carico glicemico quindi indicato anche nei diabetici con diabete mellito tipo 2 e utile per prevenirlo.</p>
<p>Da non sottovalutare anche la presenza di fibre, Vitamine (A, C e B6) e Minerali (Magnesio, Ferro, Calcio, Potassio)</p>
<p>Pensate che si dice che nelle zone in cui questo tubero viene consumato regolarmente ed in discrete quantità vi sia meno incidenza di patologie come diabete, anemia ed ipertensione e problematiche cardiache.</p>
<h2>La Batata &#8211; in cucina</h2>
<p>Considerando che la buccia è commestibile possiamo, previa un&#8217;ottima pulizia, consumare questo tubero anche da crudo, magari tagliato alla julienne in una consa mixata con verdure e legumi o feta.</p>
<p>Ma possiamo anche preparare degli gnocchi o delle ottime vellutate oppure cuocerla al forno (come si fa con la zucca) accompagnata dal sapore di spezie ed erbe aromatiche.</p>
<p>Ottimi gli <a href="http://www.dietistacremona.it/batate-speziate-croccanti-la-ricetta-2017024232.html">stick di batata speziata</a> !</p>
<p><img decoding="async" class="responsive alignleft wp-image-5555 size-full" src="http://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2018/10/Batata3.jpg" alt="Batata3" width="4000" height="6000" /></p>
<p>Ma dei biscotti e delle focaccine ne vogliamo parlare? certo perché può essere l&#8217;ingrediente segreto per dei prodotti lievitati oppure ottimi biscotti dolci a zero impatto glicemico&#8230; direi che è da provare !</p>
<p>Vi propongo anche la ricetta dei <a href="http://www.dietistacremona.it/biscotti-dolcezze-di-batata-e-mandorle-2018105563.html">biscotti dolcezze di batatate mandorle</a> !</p>
<p>Da provare!! Sono strepitosamente buoni <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p><img decoding="async" class="responsive alignleft wp-image-5560 size-full" src="http://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2018/10/Biscotti_batata_mandorle.jpg" alt="Biscotti_batata_mandorle" width="2264" height="4032" srcset="https://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2018/10/Biscotti_batata_mandorle.jpg 2264w, https://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2018/10/Biscotti_batata_mandorle-168x300.jpg 168w, https://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2018/10/Biscotti_batata_mandorle-768x1368.jpg 768w, https://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2018/10/Biscotti_batata_mandorle-575x1024.jpg 575w, https://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2018/10/Biscotti_batata_mandorle-140x250.jpg 140w" sizes="(max-width:767px) 480px, (max-width:2264px) 100vw, 2264px" /></p>
<p>Interessante anche la ricetta delle<a href="http://www.dietistacremona.it/chips-di-batata-al-gusto-deciso-2016063446.html"> chips di Batata</a> <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p><img decoding="async" class="responsive alignleft wp-image-3462 size-full" src="http://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2016/05/patatine_chips-di-patate-dolci.jpg" alt="patatine_chips-di-patate-dolci" width="3416" height="5116" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La Batata &#8211; qualche curiosità</h2>
<p>Pensate che, in commercio, vi sono creme antirughe che la contengono come ingrediente anti invecchiamento. (incredibile !!)</p>
<h2>La Batata coltivata in Italia?</h2>
<p>Ebbene si, nonostante parliamo di un prodotto di origini americane, anche il Italia sono nate alcune cooperative che la producono con i metodi dell’agricoltura biodinamica. Potete visitare il sito di <a href="https://www.agrilatina.com/"><strong>Agrilatina</strong></a>, azienda laziale che la coltiva e assicura un prodotto di ottima qualità.</p>
<h2>Ipomea Batata &#8211; Gli Studi</h2>
<p>Studi hanno evidenziato che all&#8217;interno della buccia della Ipomea Batata vi è una sostanza chiamata Caiapo che risulta essere un potente antiossidante che migliora il controllo metabolico nei pazienti diabetici di tipo 2 .</p>
<p>Questi risultati indicano che il Caiapo potrebbe potenzialmente svolgere un ruolo importante nel trattamento del diabete di tipo 2 diminuendo la resistenza all&#8217;insulina e migliorando il colesterolo.</p>
<p>Di seguito vi propongo qualche studio</p>
<p><a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=ipomea+batata+giovanni+pacini+2003">https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=ipomea+batata+giovanni+pacini+2003</a></p>
<p><a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/14747225">https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/14747225</a></p>
<p><a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17645559">https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17645559</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.dietistacremona.it/batata-la-patata-a-basso-indice-glicemico-2018103741.html">Batata &#8211; la patata a basso indice glicemico</a> proviene da <a href="https://www.dietistacremona.it">Dietista Paola Chiari - Cremona</a>.</p>
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		<title>Cereali in chicco : integrali, decorticati, perlati &#8211; scopriamone le differenze</title>
		<link>https://www.dietistacremona.it/cereali-in-chicco-integrali-decorticati-perlati-scopriamone-le-differenze-2018065350.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jun 2018 07:00:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una delle domande più ricorrenti che mi viene posta  in ambulatorio è Che differenza c&#8217;è  fra cereali in chicco integrali, decorticati e perlati? L&#8217;argomento è interessante,<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una delle domande più ricorrenti che mi viene posta  in ambulatorio è</p>
<blockquote><p><em>Che differenza c&#8217;è  fra cereali in chicco integrali, decorticati e perlati?</em></p></blockquote>
<p>L&#8217;argomento è interessante, ma prima di dirvi esattamente la differenza, vorrei parlarvi di com&#8217;è fatto il chicco dei cereali in questione.</p>
<h2>La struttura del chicco</h2>
<p>I cereali in chicco, sono ricoperti esternamente dalla <em><strong>Glumella</strong> </em>(piccole foglie secche che racchiudono in sé il chicco).<img decoding="async" class="alignleft wp-image-5379 size-full" src="http://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2018/06/Cereali_Glumella-1.png" alt="Cereali_Glumella" width="198" height="234" /></p>
<p>In base all&#8217;attaccatura della <strong><em>glumella</em> </strong>alla parete più esterna del chicco, i cereali si distinguono in due categorie:</p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><em><strong>Cereali vestiti</strong></em> : ne fanno parte il miglio, il farro e l&#8217;avena. Sono caratterizzati da una glumella esterna ben attaccata e non commestibile. Quindi questi cereali per essere consumati dovranno obbligatoriamente essere decorticati e quindi privati, attraverso l&#8217;utilizzo di macchine, di questa foglia in cui sono racchiusi. Si considerano comunque integrali perché nonostante l&#8217;eliminazione di questa glumella il chicco mantiene intatti i tre strati principali e quindi le proprietà nutritive.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><em><strong>Cereali nudi</strong></em> :  la segale, il riso, il frumento, il mais, l&#8217;orzo, l&#8217;amaranto, la quinoa e il farro sono quei cereali che hanno uno strato di glumella talmente sottile che si stacca semplicemente sbattendo la spiga. Il processo di decorticazione li rende quindi semi-integrali perché oltre alla glumella spesso si perdono altri strati.</li>
</ul>
<p>I chicchi hanno una struttura a strati, principalmente tre.</p>
<p><img decoding="async" class="responsive alignleft wp-image-5363 size-full" src="http://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2018/06/cereali_struttura_chicco.jpg" alt="cereali_struttura_chicco" width="1024" height="760" /></p>
<ul>
<li>Il primo strato quello più esterno si chiama <strong><em>Crusca</em> </strong>: è lo strato più esterno, è una cuticola (o pellicina) composta da molti strati che ha il compito di proteggere il nostro chicco da fattori esterni come agenti atmosferici, insetti e sostanze con cui si innaffiano o nebulizzano queste piante. La crusca rappresenta circa il 14% del chicco e contiene più sostanze nutritive come antiossidanti, vitamine del gruppo B, fibre e sali minerali.</li>
<li>Il secondo, l&#8217;intermedio, si chiama <em><strong>Germe</strong> </em>: è ricco di sostanze antiossidanti, Vitamine del gruppo B e Vitamina E e sali minerali. Già in questo strato notiamo che la presenza delle fibre inizia a ridursi. Rappresenta il 3% del chicco e germogliando origina una nuova pianta.</li>
<li>Lo strato più interno si chiamo <em><strong>Endosperma</strong> </em>: rappresenta l&#8217;83 % circa del chicco ricco di amidi (quindi zuccheri) e proteine, sostanze che rendono energetici questi chicchi.</li>
</ul>
<h2>Cereali integrali, decorticati e perlati &#8211; che differenza c&#8217;è ?</h2>
<p>Ora che abbiamo ben chiara la struttura del nostro chicco andiamo a scoprire che differenza c&#8217;è fra i cereali integrali, perlati e decorticati.</p>
<ul>
<li>Cereale in chicco <em><strong>integrale : </strong></em>il cereale si presenta integro nella sua struttura (<em><strong>nel suo chicco saranno presenti i tre strati : crusca, germe, endosperma</strong></em>), quindi un cereale dal quadro nutrizionale al top, completo di carboidrati (amidi e fibre), proteine, grassi, minerali, vitamine, antiossidanti. Questo tipo di cereale darà un carico energetico immediatamente disponibile per l&#8217;organismo ma l&#8217;equilibrio fra amidi e fibre regolarizza lo sbalzo glicemico.</li>
<li>Cereale in chicco <em><strong>decorticato</strong> </em>: questo tipo di cereale subisce una prima raffinazione a carico del chicco a cui viene <em><strong>tolta la crusca. </strong></em>Quindi avremo un cereale meno integrale, carente di fibre. La presenza, comunque, di germe ed endosperma nella struttura del chicco permette di mantenere una percentuale di antiossidanti, vitamina E e vitamine del gruppo B e minerali.</li>
<li>Cerale in chicco <em><strong>perlato</strong> </em>: è un cereale totalmente raffinato a cui viene <em><strong>tolto sia la crusca che il germe</strong></em>. Rimane la presenza dell&#8217;endosperma che renderà questo cereale ricco di amidi. L&#8217;assenza delle fibre farà aumentare la glicemia con conseguente sovra produzione di insulina da parte del nostro pancreas. Questa situazione può portare ad accumulare adipe.</li>
</ul>
<p>Con queste informazioni, riusciremo a fare la scelta migliore nell&#8217;acquisto di questi cereali, perché saremo in grado di leggere al meglio le informazioni che ci vengono fornite dalle etichette evitando di arrivare impreparati davanti allo scaffale del supermercato !</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.dietistacremona.it/cereali-in-chicco-integrali-decorticati-perlati-scopriamone-le-differenze-2018065350.html">Cereali in chicco : integrali, decorticati, perlati &#8211; scopriamone le differenze</a> proviene da <a href="https://www.dietistacremona.it">Dietista Paola Chiari - Cremona</a>.</p>
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		<title>POLENTA CORVINA CON BROCCOLI  &#8211;  la ricetta &#8211;</title>
		<link>https://www.dietistacremona.it/polenta-corvina-broccoli-la-ricetta-2017024245.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Feb 2017 07:00:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi sono senza voce e quindi la cosa migliore è sperimentare in cucina così con mio figlio Miki e la mia mamma Luisa siamo alle prese<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.dietistacremona.it/polenta-corvina-broccoli-la-ricetta-2017024245.html">POLENTA CORVINA CON BROCCOLI  &#8211;  la ricetta &#8211;</a> proviene da <a href="https://www.dietistacremona.it">Dietista Paola Chiari - Cremona</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="responsive alignleft wp-image-4431 size-full" src="http://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2017/02/Miki.jpg" alt="Miki" width="2988" height="3984" srcset="https://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2017/02/Miki.jpg 2988w, https://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2017/02/Miki-225x300.jpg 225w, https://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2017/02/Miki-768x1024.jpg 768w, https://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2017/02/Miki-188x250.jpg 188w" sizes="(max-width:767px) 480px, (max-width:2988px) 100vw, 2988px" /></p>
<p>Oggi sono senza voce e quindi la cosa migliore è sperimentare in cucina così con mio figlio Miki e la mia mamma Luisa siamo alle prese con una nuova ricetta davvero interessante per il nuovo prodotto che sto utilizzando che si tratta di una farina di masi &#8230; ma non il classico mais giallo ma bensì il mais nero (o Mais Corvino) diventato un prodotto tipico grazie ad una geniale e lungimirante idea di un ragazzo che ha inizato a coltivare questo mais preziso.</p>
<p>La pricetta che vi proponiamo oggi l&#8217;abbiamo semplcemente chiamata</p>
<h3>POLENTA CORVINA CON BROCCOLI</h3>
<p><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-4248" src="http://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2017/02/20170222_182636.jpg" alt="Polenta_maiscorvino_broccoli" width="3984" height="2988" srcset="https://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2017/02/20170222_182636.jpg 3984w, https://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2017/02/20170222_182636-300x225.jpg 300w, https://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2017/02/20170222_182636-768x576.jpg 768w, https://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2017/02/20170222_182636-1024x768.jpg 1024w, https://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2017/02/20170222_182636-250x188.jpg 250w" sizes="(max-width:767px) 480px, (max-width:3984px) 100vw, 3984px" /></p>
<h1>Gli ingredienti della nostra ricetta :</h1>
<ul>
<li>500 gr farina di Mais Corvino</li>
<li>1 / 1,5 Ldi acqua</li>
<li>sale (1 pizzico)</li>
<li>Qb Spezie</li>
<li>Qb Olio Evo</li>
<li>Broccoli verdi</li>
<li>1 spicchio di aglio</li>
</ul>
<h1>Procediamo con la preparazione della ricetta :</h1>
<ul>
<li>In una pentola grande prepariamo l&#8217;acqua che porteremo ad ebollizione ed aggiungeremo il sale.</li>
<li>Versiamo poi a pioggia la farina di mais corvino, poca per volta, direttamente nell&#8217;acqua bollente.</li>
<li>Mescoleremo la polenta molto spesso, abbassando la fiamma ma accertandosi di mantenere l&#8217;ebollizione il tutto per circa 40 minuti.</li>
<li>Mentre a parte preparo i broccoli verdi al vapore che poi farò saltare in padella con un soffritto di olio e aglio e delle spezie a piacere così da ravvivare il sapore del broccolo.</li>
<li>Frullo grossolanamnete il broccolo che ho saltato in padella e poi sul finire della cottura della polenta lo incorporo.</li>
<li>A cottura terminata verserò la mia polenta in uno piatto o in uno stampo e lascio raffreddare e la mia polenta corvina con broccooli è pronta per essere manigiata. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://www.dietistacremona.it/polenta-corvina-broccoli-la-ricetta-2017024245.html">POLENTA CORVINA CON BROCCOLI  &#8211;  la ricetta &#8211;</a> proviene da <a href="https://www.dietistacremona.it">Dietista Paola Chiari - Cremona</a>.</p>
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		<title>UMEBOSHI</title>
		<link>https://www.dietistacremona.it/umeboshi-2017013342.html</link>
		
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2017 07:00:12 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.dietistacremona.it/umeboshi-2017013342.html">UMEBOSHI</a> proviene da <a href="https://www.dietistacremona.it">Dietista Paola Chiari - Cremona</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi vorrei parlarvi di un sostituto del sale davvero interessante ed innovativo.</p>
<p><img decoding="async" class="responsive alignleft wp-image-4127 size-full" src="http://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2017/01/sale-da-cucina.jpg" alt="sale-da-cucina" width="745" height="497" />L&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia di non consumare più di 5 gr di sale al giorno. Sostanzialmente una quantità pari ad un cucchiaio da cucina.</p>
<p>Purtroppo, però, studi evidenziano, invece, un uso e abuso di questa sostanza.</p>
<p>Il Sale ha un grande ruolo nella storia perchè grazie a lui si sono create alleanze o innescato scontri fra popoli, e ha segnato la via del commercio.</p>
<h1>Sapete perchè l&#8217;uomo tende a mangiare  salato?</h1>
<p>Tutto dipende dal così detto &#8220;<em><strong>appetito per il sale</strong></em>&#8220;. Ovvero il comportamento innato di andare alla ricerca di alimenti o bevande contenenti sale.</p>
<p>Con l&#8217;evoluzione sociale, il risultato, è che si arrivati all&#8217;abuso di questa sostanza!</p>
<p>Diciamo che gli effetti negativi del sale sono legati alla componente sodio, infatti 1 gr di sale = 400 mg sodio.</p>
<h1>Sodio e Sale.. impariamo a conoscerli</h1>
<p>Il Sodio è contenuto nel comune sale da cucina, e tecnicamente viene indicata con la sigla Na</p>
<p>Il Sale o Cloruro di Sodio è il classico sale da cucina che tecnicamente viene indicato con la sigla NaCl. Ovvero l&#8217;unione di 1 molecola di sodio + 1 di cloro ripetute infinitamente danno origine ai granelli di sale.</p>
<h1>Troppo sale cosa causa?</h1>
<p>Un&#8217;eccesso di sodio associato ad un basso introito di potassio predispone all&#8217;ipertensione.</p>
<p>L&#8217;ipertensione è l&#8217;aumento della pressione che nel tempo può essere causa di malattie che andranno a compromettere il sistema cardiocircolatorio.</p>
<p>Ovvero se superiamo i parametri standard di 130/85 mmHg bisogna consultare il proprio medico ed intraprendere un percorso adeguato di educazione alimentare.</p>
<p>Altre conseguenze potrebbero essere il rischio di ictus e malattie renali.</p>
<p>Si è quindi evidenziato che se attraverso un&#8217;educazione alimentare adeguata, ridurre la pressione di 5 mmHg comporta la riduzione di mallatie cardiovacolari.</p>
<h1>Impariamo a sostituire il sale con l&#8217; Agro o Acidulato di Umeboshi</h1>
<p><img decoding="async" class="responsive alignleft wp-image-4124 size-full" src="http://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2017/01/Agro_Umeboshi.jpg" alt="Agro_Umeboshi" width="490" height="348" /></p>
<p>Pochi conoscono un prodotto totalmente vegetale di origine giapponese chiamato<br />
<em><strong>Agro</strong> </em>o <strong><em>Acidulato di Umeboschi </em></strong><br />
Questo agro o acidulato si ottiene delle Prugne Umeboshi.</p>
<p>Le <em><strong>Prugne Umeboschi</strong></em> (che in giapponese significa letteralmente &#8220;<em><strong>prugne secche</strong></em>&#8220;). Sono un frutto simile, per somiglianza, alle albicocche e hanno un caratterisico sapore salato.</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-4125" src="http://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2017/01/umeboshi.jpg" alt="umeboshi" width="500" height="333" /></p>
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<p>I frutti, si raccolgono all&#8217;inizio della stagione estiva, ancora acerbi, poi vengono lasciati essiccare al sole,poi lasciate macerare per 6 &#8211; 12 mesi all’interno di foglie di shiso, pianta da cui riprendono il caratteristico colore rosso scuro.</p>
<p>Esiste una differenza fra le umeboshi coltivate in Giappone e quelle che arrivano dalla Cina o da Taiwan: le prime sono tonde e di gusto acidulo, le seconde sono ovoidali con la pelle più spessa e un sapore più tendente all’amaro.</p>
<h1>Curiosità e storia</h1>
<p>Per l&#8217;antica medicina tradizionale cinese questi frutti hanno portentose proprietà medicinali.</p>
<p>Si dice infatti che in Giappone, all’epoca dei samurai,  queste prugne fossero consumate dai soldati, insieme a riso e bevande, per contrastare la sensazione di fatica ed affrontare al meglio le battaglie.</p>
<p>Mentre ai giorni nostri Yuto Nagatomo, calciatore giapponese, ha dichiarato che il merito della sua resistenza fisica è dovuto a queste prugne perchè lo aiutano a smaltire la fatica.</p>
<p>Nell’alimentazione macrobiotica le umeboshi sono la perfetta sintesi dello yin e dello yang.</p>
<h1>Parliamo delle Proprietà Benefiche</h1>
<ul>
<li>Pare che un nocciolo di umeboshi succhiato per 3-4 ore aiuti a curare il mal di gola</li>
<li>ricche di antociani (antiossidanti) dal sapore accentuato – acido salato che ha il pregio di salare i nostri cibi con un basso apporto di sale.</li>
<li>Puliscono l&#8217;organismo attraverso l&#8217;eliminazione delle tossine</li>
<li>Favoriscono la digestione</li>
<li>sono un&#8217;ottimo rimedio naturale per contrastare i postumi di una sbornia</li>
<li>hanno un effetto alcalinizzante, che permette di garantire un equilibrio tra ambiente acido e alcalino anche in presenza di sensazione di affaticamento, nausee dovute alla gravidanza, acidità di stomaco, problemi intestinali.</li>
</ul>
<h1>Curiosità</h1>
<p>Le umeboshi sono state soprannominate anche “<em>le prugne dei miracoli</em>“, grazie alle loro straordinarie proprietà benefiche.</p>
<p>In commercio ne esistono di varie marche!<br />
Ricordate che basta un cucchiaio di questo prodotto per insaporire tutti i nostri piatti (insalate, verdure cotte, pesce, carne&#8230;).</p>
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		<title>FIBRE</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jun 2013 18:19:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>FIBRE Oggi parliamo di FIBRE&#8230;. Argomento ormai conosciuto..ma spesso sottovalutato Scopriamo insieme perchè ne abbiamo bisogno&#8230;e dove possiamo trovarle. Poi..ditemi la vostra PERCHE&#8217; NE ABBIAMO BISOGNO?<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft  wp-image-1001" alt="FIBRE" src="http://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2013/06/FIBRE.jpg" width="556" height="788" /><span class="fbPhotosPhotoCaption" id="fbPhotoSnowliftCaption" tabindex="0" data-ft="{&quot;type&quot;:45}"><span class="hasCaption"><strong><span style="color: #ff0000;">FIBRE</span></strong><br />
Oggi parliamo di FIBRE&#8230;.<br />
Argomento ormai conosciuto..ma spesso sottovalutato</span></span></p>
<p>Scopriamo insieme perchè ne abbiamo bisogno&#8230;e dove possiamo trovarle.<br />
<span class="text_exposed_show"> Poi..ditemi la vostra</span></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">PERCHE&#8217; NE ABBIAMO BISOGNO?</span></strong></p>
<p>Nonostante ce lo ripetano fino alla noia, le fibre sono molto importanti per la nostra salute. Mangiare la corretta quantità di fibre, aiuta a prevenire il diabete di tipo 2, certi tipi di cancro e malattie cardiache. La ricerca suggerisce inoltre che il consumo di cibi ricchi di fibra favorisce l&#8217;accelerazione della perdita di peso incrementando il senso di sazietà dopo un pasto.<br />
Inoltre consumare i 30 gr di fibra giornalieri consigliati dalle linee guida italiane,con il consumo adeguato di acqua, si favorisce la buona peristalsi intestinale, contrastando la stitichezza.</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">DOVE LE TROVIAMO?</span></strong></p>
<p>Le fibre sono in tutti i cibi a base vegetale, frutta e verdura, meno questi sono lavorati e più fibra contengono: giusto per capire, una mela di medie dimensioni contiene circa 3 grammi di fibra, se la centrifughiamo, il succo prodotto ne contiene ZERO.<br />
Possiamo facilmente aumentare il nostro apporto di fibre scegliendo almeno un alimento ricco di fibre per ciascun pasto e snack: per esempio fiocchi d&#8217;avena, crusca o cereali integrali al mattino; sempre una porzione di verdura a pranzo e a cena; un frutto per gli snack di metà mattina e metà pomeriggio.</p>
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