
ANEMIA o CARENZA DI FERRO….CONSIGLI ALIMENTARI
09/01/2013FIBRE
24/01/2013
Ne esistono molte di leggende ma quella che sembra essere la più veritiera e anche la più fantasiosa, risale probabilmente al lontano 1574.
Secondo un manoscritto che oggi trovato alla biblioteca Trivulziana di Milano, si narra che nel 1574 procedevano da ormai duecento anni i lavori per la costruzione del Duomo , il Mastro Valerio di Fiandra che all’epoca lavorava alle vetrate del Duomo di Milano era aiutato nel suo lavoro da un assistente, soprannominato Zafferano, perché aveva la mania di mescolare sempre un po’ di zafferano nelle sue miscele di colori per renderli cromaticamente più vivaci.
Per scherzo un giorno il maestro gli disse che continuando così avrebbe finito per mettere del giallo anche nelle pietanze.
Zafferano lo prese in parola e il giorno delle nozze della figlia di Valerio un po’ per scherzo ma, soprattutto, sembra per gelosia si accordò con il cuoco incaricato del banchetto e fece aggiungere dello zafferano al riso, all’epoca condito con il solo burro.
Il risotto, accolto inizialmente con stupore e diffidenza dai commensali ebbe poi un grandissimo apprezzamento, grazie non solo al gusto saporito dello zafferano, ma anche al suo colore giallo oro, sinonimo di ricchezza e allegria. Fu un successo così strepitoso che la notizia del piatto “alla moda” corse rapida per tutta la città e ben presto tutta Milano assaggiava il risotto colorato di giallo.
Era nato il classico risotto giallo milanese ed univa due icone della milanesità il duomo ed il risotto.



