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	<title>prevenzione Archivi -</title>
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	<description>Dieta per dimagrimento, dieta ricostituente, dieta in supporto a patologie, educazione alimentare e consigli su ricette dietetiche per star meglio con l&#039;alimentazione e la spesa di tutti i giorni.</description>
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		<title>Tumore e le sue cellule impazzite</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2020 10:12:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Scopriamo insieme di cosa si tratta e qual&#8217;è il cibo che lo nutre e fortifica. Tumore! Vi siete mai chiesti di cosa si tratta? Io si,<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.dietistacremona.it/tumore-e-le-sue-cellule-impazzite-20200685441.html">Tumore e le sue cellule impazzite</a> proviene da <a href="https://www.dietistacremona.it">Dietista Paola Chiari - Cremona</a>.</p>
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<h3 class="wp-block-heading">Scopriamo insieme di cosa si tratta e qual&#8217;è il cibo che lo nutre e fortifica.</h3>



<figure class="wp-block-gallery columns-1 is-cropped responsive wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="420" src="https://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2020/04/Cellula_tumorale-1024x420.jpg" alt="" data-id="85481" data-full-url="https://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2020/04/Cellula_tumorale.jpg" data-link="https://www.dietistacremona.it/?attachment_id=85481" class="wp-image-85481" srcset="https://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2020/04/Cellula_tumorale-1024x420.jpg 1024w, https://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2020/04/Cellula_tumorale-300x123.jpg 300w, https://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2020/04/Cellula_tumorale-768x315.jpg 768w, https://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2020/04/Cellula_tumorale-1536x629.jpg 1536w, https://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2020/04/Cellula_tumorale-2048x839.jpg 2048w, https://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2020/04/Cellula_tumorale-250x102.jpg 250w" sizes="(max-width:767px) 480px, (max-width:1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li></ul></figure>



<p>Tumore! </p>



<p>Vi siete mai chiesti di cosa si tratta? </p>



<p>Io si, di continuo, da quando ho deciso di intraprendere la strada di approfondimento dell&#8217;approccio nutrizionale in ambito oncologico.</p>



<p>Direi, facciamo un passo indietro e iniziamo vedendo qual&#8217;è la natura del nostro corpo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le cellule del nostro corpo</h2>



<figure class="wp-block-image size-large responsive"><img decoding="async" width="511" height="291" src="https://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2020/04/Cellula_struttura1.jpg" alt="" class="wp-image-85479" srcset="https://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2020/04/Cellula_struttura1.jpg 511w, https://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2020/04/Cellula_struttura1-300x171.jpg 300w, https://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2020/04/Cellula_struttura1-250x142.jpg 250w" sizes="(max-width:767px) 480px, 511px" /></figure>



<p>Iniziamo dicendo che noi siamo formati da cellule.</p>



<p>Sapete quante cellule compongono il nostro organismo? </p>



<p>L&#8217;essere umano, è una meravigliosa macchina che lavora incessantemente e tutto questo avviene grazie ad un accumulo di circa 100 mila miliardi di cellule che lavorano insieme per dar vita a ciò che siamo, al nostro processo vitale.</p>



<p>Per logica il conteggio varia in base a quando viene effettuato.</p>



<p>Le condizioni fisiche e di salute sono una variabile importante in un individuo, perchè è sufficiente che sia in atto una banale infezione per scombussolare tutti i risultati. </p>



<p>Tutte le <strong>cellule </strong>sono formate (in modo semplificato) da una membrana, mitocondri (le centrali di energia), un liquido chiamato citoplasma e all&#8217;interno del citoplasma, nel cuore della cellula, troviamo il nucleo.</p>



<p>Il <strong>nucleo </strong>lo si può considerare il centro di comando da cui partono tutte le informazioni che regolano la vita della cellula e di conseguenza il buon funzionamento dell&#8217;organismo.</p>



<p>Nel suo interno la cellula contiene anche acidi nucleici (DNA e RNA) utili per conservare e trasmettere informazioni necessarie a produrre proteine ed enzimi necessari per il funzionamento cellulare.</p>



<p>Per funzionare, la cellula necessita di energia (<strong>ATP</strong>)</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come nasce il tumore</h2>



<p>Quello che abbiamo scritto in precedenza è servito per affermare che l&#8217;insorgenza di un tumore è originato da una sola cellula .</p>



<p>Questa cellula che a causa di sollecitazioni interne o esterne all&#8217;organismo, accumula una serie di danni a livello del DNA che ne causano una mutazione.</p>



<p>la mutazione del DNA di cellule normali, causa l&#8217;<strong>Omeostasi </strong>, ovvero l&#8217;alterazione dell&#8217;equilibrio tra proliferazione e morte cellulare.</p>



<p> tutto questo, nel tempo, causa una proliferazione cellulare incontrollata dando origine alla Carcinogenesi.</p>



<p>La <strong>Carcinogenesi </strong>è il processo che trasforma le cellule sane in cellule cancerose. In poche parole una cellula impazzisce.</p>



<p>Se questa cellula non viene subito attaccata e distrutta dalle difese del  <strong>Sistema Immunitario</strong>, e non si suicida, ecco che da li inizia a riprodursi fino a dar origine ad una massa tumorale che cresce autonoma, rispetto alle cellule sane. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Come prolifera il tumore</h2>



<p>E&#8217; bene sapere che la cellula tumorale cresce e prolifera, però, solo in certe condizioni.</p>



<ul class="wp-block-list"><li>in presenza di terreno fertile per sviluppare processi infiammatori</li><li>se riesce a creare <strong>Angiogenesi </strong>(ovvero se riesce a creare una propria rete di vasi sanguigni collegata alla rete di vasi dell&#8217;organismo, questo gli favorirà il nutrimento).</li><li> <a href="https://www.dietistacremona.it/sistema-immunitario-e-alimentazione-20200385214.html">sistema immunitario indebolito</a></li><li>se riesce a stimolare i fattori di crescita attraverso sostanze nutritive .</li></ul>



<h2 class="wp-block-heading">Il nutrimento della cellula tumorale</h2>



<figure class="wp-block-image size-large responsive"><img decoding="async" src="https://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2020/04/Zuccheri_raffinati.jpg" alt="" class="wp-image-85483"/></figure>



<p>La cellule per poter svolgere tutti i processi, hanno bisogno di utilizzare una fonte di energia.</p>



<p>Nel 1931, un certo Otto Heinrich Warburg vinse il premio Nobel per la medicina per aver individuato uno strano meccanismo che riguardava le nostre cellule. </p>



<p>Warburg confrontando una cellula sana ed una cancerosa, si accorse che quest’ultima consuma più velocemente lo zucchero, di una sana.</p>



<p>Le <strong>cellule neoplastiche</strong> per sopravvivere hanno un gran bisogno di glucosio, all&#8217;incirca 20 volte più glucosio rispetto alle cellule sane. </p>



<p>Mantenere bassi i livelli di glucosio nel sangue e quindi la <a href="https://www.dietistacremona.it/protocollo-c3-6-fondamentale-il-controllo-di-zucchero-e-glicemia-20200585397.html">glicemia </a>è un tassello fondamentale per la prevenzione dei tumori.</p>



<p>Per comprendere meglio, è giusto spendere alcune parole riguardo al metabolismo dei glucidi che avviene in due fasi ed il metabolismo glucidico nella cellula tumorale</p>



<h2 class="wp-block-heading">Metabolismo glucidico</h2>



<ul class="wp-block-list"><li>La&nbsp; <strong>prima fase</strong> viene definita <strong>glicolisi</strong></li></ul>



<p>Questa fase è simile sia nelle cellule normali sia in quelle neoplastiche. </p>



<p>Si tratta di un processo catabolico che avviene nel citoplasma. <strong>Catabolico </strong>significa che nello stesso contesto produce energia e semplifica gli elementi.</p>



<p>Da una molecola di <strong>glucosio</strong>, attraverso 10 reazioni vengono generate due molecole di <strong>piruvato</strong> (un intermedio del processo) e due molecole di <strong>ATP</strong> (l’ATP = molecola ad alto contenuto energetico utilizzata dagli organismi viventi per compiere le reazioni chimiche necessarie alla sopravvivenza).</p>



<p>Questo processo è <strong>anaerobico</strong>, ovvero <strong>non necessita di ossigeno</strong>, per questo è molto sfruttato in natura per produrre energia.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>seconda fase</strong>. </li></ul>



<p>Avviene in condizioni <strong>aerobiche</strong>, ovvero in presenza di ossigeno.</p>



<p>Il piruvato segue la via della <strong>respirazione cellulare</strong>: nei mitocondri viene ossidato ad anidride carbonica, consumando ossigeno e producendo <strong>grandi quantità di energia</strong> (ATP).</p>



<p>Quindi, il metabolismo glucidico fa si che da una singola molecola di glucosio si ottengano circa <strong>36 molecole di ATP</strong>.</p>



<p>Possiamo affermare che il carboidrato, sia una delle principali fonti di energia per il nostro organismo.</p>



<p>In alcuni casi però (come ad esempio nelle cellule muscolari sotto sforzo), la carenza di ossigeno fa si che il piruvato prodotto dalla glicolisi non possa seguire la via metabolica che abbiamo descritta in precedenza (quella con grani produzioni di energia) e prenda la via della <strong>fermentazione</strong>.</p>



<p>Con la <strong>fermentazione</strong>, il glucosio viene trasformato<strong> </strong>in <strong>Piruvato</strong>, che viene poi ossidato in <strong>acido lattico</strong>. </p>



<p>Questa situazione porta ad un accumulo di acido lattico nell’ambiente extracellulare,&nbsp; producendo un abbassamento di pH dell’ambiente, creando quindi acidificazione (infiammazione). </p>



<h3 class="wp-block-heading">Metabolismo&nbsp; glucidico delle cellule tumorali</h3>



<p>Nelle cellule tumorali si verifica una riprogrammazione del metabolismo glucidico, utilizzando solo la glicolisi, sia in assenza di ossigeno (ipossia) sia in presenza dello stesso (glicolisi aerobica). </p>



<p>Questo è noto come<strong> effetto Warburg</strong> (Warburg 1956).</p>



<p>Warburg osservò che le cellule tumorali tendono a convertire la maggior parte del glucosio in lattato (acido lattico) indipendentemente dal fatto che l’ossigeno sia presente (glicolisi aerobica) o meno.</p>



<p>Come abbiamo visto, per la produzione di ATP, la glicolisi è comunque meno efficiente della respirazione cellulare. </p>



<p>Da qui che <strong>le cellule neoplastiche, per poter sopravvivere, hanno un</strong> <strong>grande bisogno di glucosio</strong>, molto di più rispetto alle cellule normali. </p>



<p>Infatti, per compensare la ridotta produzione&nbsp; di energia, le cellule tumorali devono ricorrere ad un conseguente aumento della glicolisi e quindi ad un <strong>maggiore assorbimento del glucosio</strong>.</p>



<p>Nei tumori è sovente riscontrata una condizione d’ipossia (carenza di ossigeno) a causa di un’inefficiente formazione della rete vascolare. </p>



<p>Nelle<strong> cellule tumorali</strong>, il <strong>piruvato </strong>non prende la via della respirazione cellulare, ma prende la <strong>via della fermentazione</strong> (a causa della carenza di ossigeno) e ciò causa un accumulo di acido lattico.</p>



<p>Si ha quindi una <strong>acidificazione dell’ambiente, che potrebbe facilitare l’invasione tumoral</strong>e.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Strumenti diagnostici</h3>



<p>Sicuramente avrete sentito parlare della <strong>PET </strong>(Positron Emission Tomography)</p>



<p>E&#8217; una metodica di <strong>diagnostica</strong> per immagini che consente di <strong>individuare precocemente</strong> i<strong> tumori </strong>e di valutarne la<strong> dimensione </strong>e la<strong> localizzazione.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large responsive"><img decoding="async" width="512" height="307" src="https://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2020/04/Pet.jpg" alt="" class="wp-image-85478" srcset="https://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2020/04/Pet.jpg 512w, https://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2020/04/Pet-300x180.jpg 300w, https://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2020/04/Pet-250x150.jpg 250w" sizes="(max-width:767px) 480px, 512px" /></figure>



<p>Il notevole consumo di glucosio delle cellule tumorali, descritto da&nbsp; Warburg, viene oggi utilizzato come strumento diagnostico nella <strong>PET</strong> .</p>



<p>L’esame si basa sulla somministrazione di<strong> radiofarmaci</strong>, infatti ai paziente viene somministrato per via venosa del glucosio radiomarcato.</p>



<p>Poiché i tumori sono molto avidi di glucosio, la PET ne rivela l’accumulo, localizzandone la posizione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusioni</h2>



<p>Nell&#8217;arco della nostra vita, invecchieremo, invecchiando il nostro organismo a livello cellulare subirà delle mutazioni che potrebbero originare cellule tumore.</p>



<p>Durante la nostra <strong>vita</strong>, dovremo riuscire a sviluppare un ambiente sano nel nostro organismo.</p>



<p>Questo sarà, così, sfavorevole alle cellule per la loro proliferazione cellulare e riusciremo a distruggerle prima che proliferino e diventino una patologia tumorale.</p>



<p>Tutto ciò che è stato scritto in precedenza, ci permette di capire come si può affamare il tumore evitandone la proliferazione.</p>



<p>Per invecchiare in modo sano, facendo prevenzione, dovremo provare a partire, <strong>anche</strong>, dall&#8217;alimentazione, provando a migliorare le nostre abitudini alimentari.</p>



<p>Tre sono i fattori da tenere sotto controllo</p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>La glicemia</strong></h5>



<p><a href="https://www.dietistacremona.it/protocollo-c3-6-fondamentale-il-controllo-di-zucchero-e-glicemia-20200585397.html">La glicemia e l&#8217;indice glicemico</a> sono fattori di rischio di sviluppare e alimentare cellule impazzite, sviluppando infiammazione nell&#8217;organismo.</p>



<p>Ridurre, o meglio eliminare,  il consumo di cibi ricchi di glucosio che alzano la glicemia o che metabolizzano più rapidamente il glucosio a livello intestinale : </p>



<ul class="wp-block-list"><li>zucchero</li><li>alimenti che contengono zucchero, dolcificanti, sostituti dello zucchero (come la stevia, fruttosio, sucralosio..)</li><li>bevande zuccherate </li><li>bevande zero</li></ul>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;infiammazione</strong></h5>



<p>Un&#8217; altro fattore da tenere sotto controllo è l&#8217;<strong>infiammazione</strong>, monitorando la <strong>PCR </strong>(Proteina C Reattiva) </p>



<p>L&#8217;infiammazione è una difesa dell&#8217;organismo, infatti quando è necessario, le cellule dell&#8217;infiammazione ci corrono in aiuto e comandano le cellule vicine di proliferare per riparare eventuali tessuti danneggiati, riportando la normalità.</p>



<p>Basti pensare che persone che hanno la PCR nei parametri normali, ma alta, cioè verso il range più alto, si ammalano di più.</p>



<p>Mentre le persone che hanno avuto un tumore e che hanno la PCR verso i valori alti nell&#8217;intervallo di normalità, si ammalano di più di metastasi.</p>



<p>Quindi le regole fondamentali per migliorare l&#8217;infiammazione sono legate al consumo di cibi di origine animale (ad eccetto del pesce, che ha dei grassi che riducono l&#8217;infiammazione).</p>



<p>Riduciamo il consumo di zuccheri !</p>



<p>Lo zucchero si lega alle nostre proteine dando origine a proteine alterate chiamate <em>AGE </em>(advanced glycation end-product) che in italiano significa : prodotto finale della glicazione avanzata.</p>



<p>Questi Age stimolano le sostanze infiammatorie.</p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>I Fattori di Crescita</strong></h5>



<p>Un altro fattore da controllare sono i Fattori di Crescita, in particolare gli IGF-1, ormoni che stimolano la produzione cellulare.</p>



<p>Chi li ha più alti si ammala di più di cancro. </p>



<p>Questi fattori di crescita dipendo dall&#8217;<strong>eccesso </strong>di proteine nell&#8217;alimentazione.</p>



<p>Sopratutto, le proteine del latte che è un alimento che favorisce la crescita (evidente nei neonati)</p>



<p>E&#8217; quindi consigliato, in tutti quei pazienti in cui è presente una problematica tumorale, di evitare il consumo del latte. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Articoli correlati</h2>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.dietistacremona.it/protocollo-c3-6-fondamentale-il-controllo-di-zucchero-e-glicemia-20200585397.html">Protocollo C3.6, fondamentale il controllo di zuccheri e glicemia </a></li><li><a href="https://www.dietistacremona.it/sistema-immunitario-e-alimentazione-20200385214.html">Sitema Immunitario e Alimentazione</a></li></ul>



<h2 class="wp-block-heading">Bibliografia</h2>



<ul class="wp-block-list"><li>Franco Berrino, Il Cibo dell’uomo, Franco Angeli, 2016</li><li>Anna Villarini, Giovanni Allegro, Prevenire i tumori mangiando, Sperlig &amp; Kupfer 2011</li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2849637/" target="_blank"> https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2849637/</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16892078" target="_blank">https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16892078</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24732809" target="_blank">https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24732809</a></li><li><a href="https://www.nature.com/articles/1601647">https://www.nature.com/articles/1601647</a></li><li><a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4758090/">https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4758090/</a></li><li><a href="https://www.joslin.org/about/news-media/connecting-dots-between-insulin-resistance-unhealthy-blood-vessels-and-cancer#">https://www.joslin.org/about/news-media/connecting-dots-between-insulin-resistance-unhealthy-blood-vessels-and-cancer#</a></li></ul>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.dietistacremona.it/tumore-e-le-sue-cellule-impazzite-20200685441.html">Tumore e le sue cellule impazzite</a> proviene da <a href="https://www.dietistacremona.it">Dietista Paola Chiari - Cremona</a>.</p>
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		<title>Protocollo C3.6, fondamentale il controllo di Zucchero e glicemia</title>
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		<pubDate>Wed, 06 May 2020 15:16:31 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large responsive"><img decoding="async" width="1024" height="724" src="https://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2020/05/ProtocolloC36_IndiceGlicemico-1-1024x724.gif" alt="" class="wp-image-85619" srcset="https://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2020/05/ProtocolloC36_IndiceGlicemico-1-1024x724.gif 1024w, https://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2020/05/ProtocolloC36_IndiceGlicemico-1-300x212.gif 300w, https://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2020/05/ProtocolloC36_IndiceGlicemico-1-768x543.gif 768w, https://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2020/05/ProtocolloC36_IndiceGlicemico-1-250x177.gif 250w" sizes="(max-width:767px) 480px, (max-width:1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Uno dei pilastri fondamentali su cui basa il <strong>ProtocolloC3.6</strong><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> è il mantenere i livelli di glicemia nel sangue nei parametri ottimali. </p>



<p>Questo perchè sappiamo che continue fluttuazioni di glicemia ed insulina, creano una serie di danni che nel lungo termine posso dar origine a:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>difficile controllo del peso</li><li>sovrappeso e obesità</li><li>insulinoresistenza (bassa sensibilità cellulare all&#8217;azione dell&#8217;insulina) portando al diabete di tipo 2</li><li>malattie cardiovascolari e molto altro.</li></ul>



<figure class="wp-block-image size-large responsive"><img decoding="async" src="https://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2020/04/Sindrome_metabolica1-1.jpg" alt="" class="wp-image-85421"/></figure>



<p>Sappiamo che il cervello utilizza, come carburante, unicamente i carboidrati cioè il glucosio in circolo, quindi se i livelli si abbassano troppo il nostro cervello andrà in tilt con un deficit di funzionalità !</p>



<p>Il nostro organismo lavora bene se i livelli di glicemia si aggirano intorno al 70. Se si scende sotto questa soglia ci sentiremo :</p>



<ul class="wp-block-list"><li>stanchi e apatici</li><li>con mancanza di forze</li><li>affaticati</li><li>carenza di energie</li></ul>



<h2 class="wp-block-heading">Un po di storia dello zucchero</h2>



<figure class="wp-block-image size-large responsive"><img decoding="async" src="https://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2020/04/zucchero3.jpg" alt="" class="wp-image-85423"/></figure>



<p>Lo zucchero, già nella storia dell&#8217;umanità, non è mai stato un alimento dell&#8217;uomo, anzi è nato macchiato di sangue.</p>



<p>Pensate che la canna da zucchero ha origine in Nuova Guinea, isola dell&#8217;Oceano Pacifico. </p>



<p>Francesi e spagnoli che si impossessarono di questi territori, si accorsero che il business di questo prodotto cresceva, ma con lo sterminio degli indigeni, non avevano mano d&#8217;opera per produrlo. </p>



<p>Vennero, così, importati schiavi dall&#8217;Africa !</p>



<p>Sappiamo che lo zucchero, era una delle spezie che veniva importato dall&#8217;oriente con le carovane di Marco Polo.</p>



<p>Pensate che Napoleone quando scoprì che si poteva ottenere lo zucchero anche dalla barbabietola, promosse lo sviluppo dei primi zuccherifici.</p>



<p>Tutto questo a cosa ha portato? Che abbiamo raggiunto un consumo spropositato!</p>



<p>All&#8217;inizio del secolo scorso il consumo di zucchero si aggirava intorno ai 5 kg, attualmente con la scusa che lo zucchero viene aggiunto alla gran parte dei nostri prodotti alimentari, il consumo che raggiungiamo annualmente si aggira intorno ai 70 / 80 Kg. </p>



<p>Ricordiamoci che lo zucchero viene utilizzato in modo così massiccio perchè ha la magnifica proprietà di rende buoni anche i cibi più riluttanti .</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dal punto di vista fisiologico</h2>



<p>Dal punto di vista fisiologico è un alimento che a livello organico oltre a creare dipendenza, crea scompensi legati alla glicemia e all&#8217;insulina. </p>



<p>Ogni qualvolta noi mangiamo un alimento che contiene zucchero, avremo degli effetti a carico del nostro corpo riguardanti le fluttuazioni del glucosio nel sangue e di conseguenza le fluttuazioni dell&#8217;insulina nel sangue.</p>



<p>Perchè noi sappiamo che ogni volta che la glicemia (concentrazioni di zucchero nel sangue) si innalza, il pancreas rilascia insulina e quindi anche l&#8217; insulinemia si alza per favorire l&#8217;assorbimento del glucosio nelle cellule togliendolo poi dalla circolazione. </p>



<p>Vediamo insieme di cosa si tratta quando parliamo di Insulina,  l&#8217;Indice glicemico ed il Carico glicemico</p>



<div class="wp-block-image responsive"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="900" height="370" src="https://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2020/04/Indice_Glicemico4-1.jpg" alt="" class="wp-image-85426" srcset="https://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2020/04/Indice_Glicemico4-1.jpg 900w, https://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2020/04/Indice_Glicemico4-1-300x123.jpg 300w, https://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2020/04/Indice_Glicemico4-1-768x316.jpg 768w, https://www.dietistacremona.it/wp-content/uploads/2020/04/Indice_Glicemico4-1-250x103.jpg 250w" sizes="(max-width:767px) 480px, (max-width:900px) 100vw, 900px" /></figure></div>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;insulina</h2>



<p>L&#8217;insulina è un ormone secreto dal Pancreas durante i pasti, che ha il compito di abbassare la quantità di glucosio che circola nel sangue .</p>



<p>Le cellule traggono energia dalla combustione del glucosio e l&#8217;insulina ha il compito di favorire l&#8217;ingresso del glucosio attraverso la membrana delle cellule, come una chiave apre o chiude una porta.</p>



<p>Ma l&#8217;ingresso del glucosio è dipeso, anche, da altri fattori, come ad esempio la concentrazione di adipe attorno o all&#8217;interno degli organi che si trovano a livello addominale.</p>



<p>Se ad esempio abbiamo un fegato steatosio, ovvero ricoperto di grasso, che riceve sangue ricco di grassi, avendo già molti grassi da bruciare, chiude le porte al glucosio originando così la resistenza insulinica .</p>



<p>La resistenza insulinica è quando le cellule diventano meno sensibili all&#8217;insulina, e il pancreas per sopperire a questa insensibilità tende a produrre più ormone insulina credando così l&#8217;Iperinsulinemia. </p>



<p>Cosa può portare l&#8217;insulinoresistenza?</p>



<ul class="wp-block-list"><li>ovaio micropolicistico</li><li>acne post-adolescenza</li><li>astenia</li><li>fame compulsiva</li><li>depressione</li><li>aumento di peso</li><li>incremento massa grassa viscerale (a livello addominale)</li></ul>



<h2 class="wp-block-heading">Indice glicemico</h2>



<p>Indice glicemico o Glycemic index (GI) di un alimento è la misura della velocità con cui gli zuccheri contenuti in un alimento passano nel sangue  in seguito alla sua assunzione.</p>



<p>Ma non da nessuna informazione sulla quantità di questi zuccheri contenuti nell&#8217;alimento.</p>



<p>Si ottiene monitorando la glicemia dal momento dell&#8217;ingestione a due ore dopo il pasto. </p>



<p>Questo parametro è espresso in percentuale e ha come riferimento la velocità con cui i carboidrati contenuti in un alimento alzano la glicemia dopo l&#8217; ingestione. </p>



<p>L&#8217;indice glicemico degli alimenti varia in base a :</p>



<ul class="wp-block-list"><li>tipo di cottura</li><li>trattamenti tecnologici</li><li>metodo di preparazione</li><li>associazione fra i vari alimenti</li><li>luogo di origine </li><li>prodotti utilizzati per la coltivazione</li><li>terreno di coltivazione</li><li>clima o condizioni meteorologiche dove il prodotto è stato coltivato</li></ul>



<h2 class="wp-block-heading">Carico glicemico</h2>



<p>Il Carico glicemico (CG) o Glycemic load (GL), stabilisce l&#8217;impatto sulla glicemia tenendo conto dell&#8217;effettivo quantitativo di carboidrati ingerito.</p>



<p>Carico glicemico = (Indice glicemico x quantità di carboidrati) / 100</p>



<h2 class="wp-block-heading">Facciamo degli esempi</h2>



<h6 class="wp-block-heading">N°1 &#8211; Indi ce glicemico e Carico glicemico di zucca e zucchero</h6>



<p>Se guardiamo le tabelle riguardanti l&#8217;indice glicemico degli alimenti vedremmo che la <strong>zucca </strong>ha un valore molto alto di <strong>75</strong>, quasi pari allo <strong>zucchero </strong>che ne conta <strong>100</strong>. </p>



<p>Ma la differenza sta nel carico glicemico ovvero la quantità effettiva di carboidrati che si sta introducendo con il pasto.</p>



<p>Vediamo, infatti, che 100 gr di <strong>zucca </strong>contengono <strong>3.5 gr di carboidrati</strong> a differenza dello <strong>zucchero </strong>che su 100 gr di prodotto contiene <strong>100 gr di carboidrati. </strong></p>



<p>L&#8217; Indice glicemico considera i 100 gr di zucca e di zucchero, ma il <strong>Carico glicemico considera</strong>, invece, <strong>il contenuto di carboidrati (CHO)</strong> in 100 gr di prodotto (zucca 3.5 CHO- zucchero 100 CHO) va da sè che è meglio consumare 100 gr di zucca rispetto a 100 gr di zucchero. </p>



<p>Pensate che dovremmo consumare 3 kg di zucca per avere lo stesso carico glicemico di 100 gr di zucchero. </p>



<h6 class="wp-block-heading">N°2 &#8211; le patate</h6>



<p>Se una patata viene sgranocchiata cruda il suo indice glicemico è praticamente quasi zero perchè l’amido della patata cruda non è digeribile e quindi passa indisturbato nel tratto digerente.</p>



<p>Le cose iniziano a cambiare se parliamo di patate bollite e sbucciate, dove il loro indice glicemico inizia a salire.</p>



<p>Il motivo è che l’amido gelatinizza con il calore diventando digeribile, inoltre abbiamo tolto la buccia con le sue fibre.</p>



<p>La stessa nostra patata, se la consumiamo bollita e con la sua buccia avrà un indice glicemico più basso perchè le fibre contenute nella buccia rallenteranno i processi di digestione a carico dell’amido</p>



<p>Se, invece, la stessa patata verrà trasformata in purè, l’indice glicemico salirà alle stelle perchè l’amido diventerà ancora più digeribile da parte degli enzimi digestivi e verrà convertito più velocemente in glucosio</p>



<p>Ora la situazione cambia se la stessa patata cotta viene lasciata raffreddare per qualche ora e poi consumata, in questo modo l’amido inizia a retrogradare diventando meno digeribile e quindi l’indice glicemico si riduce.</p>



<h6 class="wp-block-heading">N°3 &#8211; il piatto NO</h6>



<p>Se le nostre patate o purè verranno abbinati ad una pasta, pizza, focaccia o un altro carboidrato, il tutto accompagnato da una bevanda zuccherina, tutto questo trasformerà il pasto in una bomba glicemica che ci farà schizzare alle stelle glicemia ed insulina.</p>



<h6 class="wp-block-heading">N°4 &#8211; il piatto SI</h6>



<p>Un piatto di patate o il purè se verranno accompagnate dalle verdure con la loro fibra e da un condimento ricco di grassi buoni come l&#8217;olio extravergine di oliva, rallenteranno l&#8217;assorbimento degli zuccheri di patate o purè, abbassando così il carico glicemico complessivo del pasto con grande gioia del nostro pancreas.</p>



<p>Proprio per complicare le cose gli studiosi hanno introdotto anche l&#8217;Indice insulinico ed il Carico insulinico, che vediamo solo brevemente. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Indice insulinico</h2>



<p>L&#8217;indice insulinico (Ii) o Insulin inex (Ii) è un valore che indica la produzione di insulina da parte del corpo come risposta ad ogni alimento ingerito, tenendo conto dei diversi tempi di assimilazione del cibo ingerito e della quantità di ormone secreto dal pancreas a parità di valore calorico. </p>



<p>L&#8217;ormone insulina secreto dal pancreas, viene liberato nel sangue in quantità variabile in base al tipo di nutrienti ingerito</p>



<h2 class="wp-block-heading">Carico insulinico</h2>



<p>Il Carico insulinico (CI) o Insulinic load (IL) stabilisce l&#8217;impatto sull&#8217; insulinemia di un cibo in base al suo indice insulinico e al suo valore calorico. </p>



<p>Come per il Carico glicemico, il Carico insulinico misura l&#8217;insulina secreta in seguito all&#8217;ingestione di una quantità specifica di cibo di cui è noto l&#8217;apporto calorico in base al suo Indice insulinico.</p>



<p>Carico insulinico = Indice insulinico x apporto calorico totale</p>



<h2 class="wp-block-heading">Note</h2>



<p>Teniamo presente alcuni fattori</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Consumare un pasto costituito da alcune tipologie di alimenti che si mescolano all&#8217;interno dello stomaco, porta a digerili e assorbirli insieme.</li></ul>



<p>Quello che conta è l&#8217;indice ed il carico glicemico dei singoli alimenti ma del pasto nel suo complesso</p>



<p>Studi evidenziano come l&#8217;assunzione di bevande acide (succo di limone e aceto, meglio se di mele e umeboshi) nei pasti ricchi di amidi, sembra essere una strategia semplice ed efficace per ridurre il loro&nbsp;impatto&nbsp;glicemico&nbsp;.</p>



<ul class="wp-block-list"><li>I dolci sappiamo benissimo essere una delle maggiori fonti di zucchero semplice che causano innalzamenti e picchi glicemici</li></ul>



<p>Questi sono la causa di acne, ovaio policistico, sindrome metabolica</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Sappiamo che per migliorare l&#8217;indice, carico glicemico e secrezione di insulina del pasto è indicato abbinare ai nostri carboidrati una parte di proteine e grassi</li></ul>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusioni</h2>



<p>In conclusione per rendere i nostri piatti sani ed equilibrati dal punto di vista glicemico sarà importante strutturare bene i pasti :</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Utilizzare dolci a basso tenore di zucchero, anzi, meno è meglio è ! </li></ul>



<p>E&#8217; facilissimo creare dolci senza zucchero che risulteranno un po meno dolci ma comunque molto buoni</p>



<p>Basta lavorare con l&#8217;utilizzo di frutta, frutta secca o creme di frutta secca, vaniglia, cacao, cannella, datteri, malti, uva sultanina, albicocche essiccate e molto altro</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Unire ai carboidrati piccole porzioni di proteine, grassi e fibre che aiuteranno a migliorare la qualità glicemica del pasto rendendolo così un piatto salutare e utile per le nostre esigenze. </li></ul>



<p>Il classico piatto di pasta, fagioli o legumi in generale e verdure, caposaldo della dieta mediterranea è l&#8217;esempio lampante di un piatto sano e a basso impatto glicemico. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Bibliografia</h2>



<ul class="wp-block-list"><li>Franco Berrino, Il Cibo dell’uomo, Franco Angeli, 2016</li><li>Anna Villarini, Buono e sano senza glutine, Sperling &amp; Kupfer, 2017</li><li><a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29480368">https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29480368</a></li><li><a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/32201919">https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/32201919</a></li><li>Risorse online <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.joslin.org/#" target="_blank"> joslin</a></li><li>Risorsa online <a href="https://www.spaziosfera.com/">Spazio Sfera</a></li></ul>
<p>L'articolo <a href="https://www.dietistacremona.it/protocollo-c3-6-fondamentale-il-controllo-di-zucchero-e-glicemia-20200585397.html">Protocollo C3.6, fondamentale il controllo di Zucchero e glicemia</a> proviene da <a href="https://www.dietistacremona.it">Dietista Paola Chiari - Cremona</a>.</p>
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